Alzheimer
Alzheimer
La nostra generazione vede sempre più persone con demenza dovuto al morbo di alzheimer, solo in Italia secondo L’istituto Superiore di Sanità stimano circa 500 mila ammalati, nel mondo vi sono casi non solo dal età di 60 anni ma anche da età di 40 anni in su. La demenza inizia a manifestarsi nel tempo, tra i 10anni e 15 anni prima della vera diagnosi. Le sue cause sono molteplici, ma la causa principale in base a vari ricerche scientifiche è dovuta dall’alimentazione (nel intestino il responsabile é escherichia colli che può prevenire e rallettare la demenza e di conseguenza L’alzheimer) stress, droghe, uno stile di vita nutrizionale sbilanciato, fumo, smog, farmaci ecc.
Mi ricordo quando la mia nonna inizio i primi suoi sintomi di demenza a 79 anni e nel tempo vederla sempre di più meno presente mi faceva male. Oggi vedo i miei parenti e parenti dei miei pazienti che soffre di questa malattia, che non ha una cura, ma può essere prevenuta. Chi ha un parente che soffre di queste malattie sa bene quanto difficile è accedere questa situazione. Vedere i propri cari assenti, che non riconoscono i propri figli fa molto male, non riuscire a ricordare i propri nipoti, non avere la consapevolezza di poter fare le proprie cose personali fa male, allora la domanda è che cosa possiamo fare per prevenire la demenza senile e in seguito l’Alzheimer?
In questo articolo ho voluto portare consapevolezza e conoscenza nella prevenzione di questa malattia ad oggi senza cura.
Capiamo prima che cos’è l’Alzheimer? è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce il cervello, causando la perdita delle capacità cognitive, della memoria e delle funzioni cognitive. Questa malattia è la base della demenza, non sempre le persone arrivano allo stadio dell’alzheimer.
La demenza è invece un termine generale che descrive una serie di sintomi correlati alla perdita delle funzioni cognitive, come la memoria, il linguaggio, l’orientamento spaziale e il pensiero astratto. Facendo un riassunto l’Alzheimer provoca una riduzione dei lobi del cervello, un allargamento dei solchi cerebrali ed infine un’atrofia dell’ippocampo.
Uno studio del team dell’Università di San Diego da Sheng Zhong l’invecchiamento di alcune cellulare cerebrale incidono sulla presenza della malattia di Alzheimer.

“Le evidenze di questo studio
Il team ha scoperto che diversi tipi di cellule cerebrali mostrano modelli distinti di interazioni tra cromatina e RNA. Le cellule con meno interazioni tendono a evidenziare segni di invecchiamento e Malattia di Alzheimer e alcune cellule sono più vecchie di altre. Le persone con Malattia di Alzheimer, poi, hanno una percentuale maggiore di queste cellule più vecchie rispetto agli individui non affetti dalla patologia. Infine, la ricerca ha identificato differenze sesso-specifiche nell’invecchiamento dei neuroni, con la corteccia femminile, rispetto a quella maschile, che mostra un rapporto più elevato tra oligodendrociti “vecchi” – che offrono protezione alle cellule del cervello – e neuroni “vecchi”. Dato il ruolo fondamentale degli oligodendrociti nel mantenimento della normale funzione cerebrale, una maggiore prevalenza di oligodendrociti invecchiati potrebbe esacerbare il declino cognitivo. ”
Da questo studio e molti altri sudi scientifici l’invecchiamento cellulare gioca un ruolo cruciale nella malattia della demenza e Alzheimer. Per rallentare l’invecchiamento cellulare si deve prendere azioni contro i radicali liberi. I radicali liberi nel organismo provocano un’ossidazione, la sua produzione è inevitabile a causa dello stress, inquinamento, alimentazione, fumo, smog, farmaci ecc.
Il nostro organismo possiedi dei sistemi enzimatici di difesa come la catalisi, la glutatione, la dimutassi che possono difendersi, ma soltanto in presenza di alcuni elementi come il ferro, lo zinco, il manganese, selenio. Nel caso questa difesa non è presente nel organismo è necessario agire con i antiossidanti.
Le cure per prevenire e rallentare la demenza e l’Alzheimer
La diagnosi si fa attraverso il PET o Liquor cerebrospinale (questo ultimo individua i livelli alterati delle proteine che sono responsabili dei danni al cervello e indica l’Alzheimer in atto)
Da un punto di vista delle scienze olistiche si può prevenire/ rallentare la demenza e/o l’Alzheimer attraverso piante medicinali, meditazione e uno stile di vita sano contro i radicali liberi. Piante medicinali come Ginkgo con azione antiradicali, il Ginseng, melissa fitocomplesso.
Uno stile di vita sano potrebbe incidere positivamente anche nella presenza dell’alzheimer nel anziano. Un alimentazione di acidi grassi polinsaturi a lunga catena, pratiche di lettura e scrittura, mantenere il cervello attivo positivamente, fare attività fisica mirata al benessere della mente e del corpo come lo yoga, la meditazione, thi chi.
Attraverso piccoli cambiamenti, ma significativi per la nostra salute, possiamo vivere a lungo e in salute.
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